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Insolita. In sindaco, Jean-Paul Alduy, rilascia una versione inaspettata di Perpignan grazie ad aneddoti sulla sua città. Seguite la guida.
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A CURA DI HERVÉ DENYONS

Al contrario di Nîmes la romana o Montpellier la barocca, Perpignan non si rivela al primo sguardo. “E’ una città che sembra ancora proteggersi dietro le sue mura…che non esistono più, osserva Jean-Paul Alduy. Inoltre anche se il suo centro storico è piccolo si rischia di perdercisi facilmente”. Merita essere visitata a piedi. Per esempio fino a rue Paratilla, una delle vie più rinomate. Con odori di spezie, gamberi, frutta, verdura e salumi, questa piccola via fa pensare al suk, il tipico mercato arabo. «Un concentrato dello stile di vita mediterraneo con le sue tipiche figure come l’anziana venditrice di violette e fichi di stagione. Non ha mai avuto una licenza per vendere ma è ormai un’istituzione e persino io compro da lei». Una forma di architettura tradizionale qui e poche persone sanno che è l’unica cattedrale ad avere un campanile del genere in Francia». Il monumento puo’ inoltre essere orgoglioso di un’altra particolarità. Si trova giusto affianco al chiostro-cimitero, unico allo stesso modo qui nel nostro dipartimento, il celebre Campo Santo con i suoi magnifici portici gotici. Una delle tante testimonianze della forte presenza religiosa nella città dalle sue origini.
«Perpignan ha accolto praticamente tutti gli ordini cristiani, senza dubbio grazie alla sua posizione frontaliera. Senza dimenticare le altre religioni».

Suk. La rue P
aratilla e le sue
bancarelle tradizionali.

Unico. Il campanile di ferro forgiato della cattedrale Saint-Jean-Baptiste.
L’anima del campanile
«Quando penso a Perpignan, mi riferisco prima di tutto al campanile in ferro forgiato della cattedrale Saint-Jean-Baptiste. Centro del mondo
Definita centro del mondo da Dali, Perpignan ha acquisito una notorietà insperata. Ma della stazione che rappresento’ su tela, il pittore amava solo l’ingresso.

Culto. Opera presentata in occasione dell’esposi- zione Salvador Dali e che riprende la celebre frase del maestro.
Triangolo perfetto. La piazza Jaubert-de-Passa.
«Vi si trova un vero ristorantino catalano, Le Figuer, con cucina aperta e con la possibilità di assaggiare tutti i piatti autentici della cucina tradizionale. Inoltre l’ambiente è molto più suggestivo e colorato rispetto ai tradizionali ristorantini lionnesi».

Ad ogni passaggio, pranzava a buffet con due uova, in mezzo ai viaggiatori. «E’ stato un grandissimo ambasciatore per Perpignan, anche all’estero. Questo grazie anche alle notevoli foto in città dov’era rappresentato. Ognuna era oggetto di una preparazione meticolosa poiché egli stesso ne era il creatore. Ma, dato che il centro del mondo non mi è semplice da individuare nella cartina quando vado all’estero, preferisco dire che si trova non distante da Barcellona ». L’unico rammarico è che Prpignan non ha nessun quadro dell’artista che tanto si adopero’ per farla conoscere.

Piazzette alberate

La città ha delle piazzette magnifiche. Popolare come quella dei Poilus o tranquille come quelle della Rivoluzione Francese con una bellissima fontana sormontata da una salamandra da cui esce l’acqua.

Un chiostro che sparisce

Difficile immaginare cio’ che fu il convento dei Carmes, la cui edificazione risale al 1270 su richiesta di Jacques I, re di Mallorca. Abbandonato durante la Rivoluzione e logorato dal tempo e dagli uomini, è stato per molto tempo utilizzato come deposito per le armi. Gran parte di esso fu distrutta durante la Seconda Guerra mondiale con l’esplosione di munizioni tedesche. Il suo chiostro si è volatilizzato restando integro. E’ stato poi smembrato e ricostruito…nel castello Villemartin, nelll’Aude. «Vi è presente ancora oggi e nel caso un giorno fosse in vendita, senza dubbio la città lo acquisterà. Non se ne parla che venga trasferito negli Stati Uniti come altre meraviglie del dipartimento».
«Ci sono delle magnifiche piante di cui mi era stato detto che fossero malate ma non voglio assolutamente che spariscano. Se ce ne sarà bisogno le imbalsameremo». Un’altra piazzetta molto graziosa è quella di Jaubert-de-Passa dalla forma perfettamente triangolare. Un Grande Architetto

Altro luogo stupefacente, la cappella «du Tiers-Ordre». Essa ha accolto una massa di Giudei forzati a convertirsi alla religione cristiana ma restando comunque fedeli alla loro religione.

In uno degli affreschi, Dio troneggia tenendo un globo in mano ma c’è un dettaglio che sfugge al visitatore non attento. «Non ci si fa mai quasi caso ma ai suoi piedi c’è un angelo che ha una squadra e un compasso, due attrezzi simbolici dei franco-massoni». Ammiccamento di coloro che sono stati incaricati di realizzare l’affresco o aggiunta secondaria? Il Grande Architetto non sembra curarsene.

Luoghi modificati

Perpignan è un mosaico architetturale con i suoi edifici modificati dallo scopo per cui erano stati creati originariamente: il convento, oggi luogo di esposizioni, la «loge de mer» oggi diventata un bar ed edifici religiosi e militari tramutati in showroom. E’ questo il caso dell’Arsenale, il quale ospita oggi la “Casa musicale”.

Reconversione. Il vecchio Arsenale ha lasciato il posto as uno showroom.
«Mi ritrovaii solo con Aznar nel corridorio per un periodo abbastanza prolungato. Andalou, inizio’ a prendermi in giro sul fatto che avevo a cuore le calamità e che avrei dovuto chiedere l’unificazione di Perpignan alla Spagna. Gli risposi che andavo nel senso dello storia sperando nell’abolizione dei confini. Cio’ lo fece sorridere e contribui’ a distendere un’atmosfera piuttosto tesa. Gli ho offerto un quadro di tori, prova che l’asino catalano non è vendicativo».

Percorso musicale

Dal lato musicale, quando si dice Perpignan si pensa immediatamente al cantante Cali. Ma quando ci si avvicina al municipio si sente parlare di un altro artista. Il disco propone la canzone «Perpignan» scritta da Balbino Medellin, musicista gitano di Parigi le cui radici provengono dal Roussillon. «Dopo la sommossa del 2008, gli avevo domandato se fosse d’accordo sull’utilizzo di questa canzone che è un magnifico riassunto della città. Ha accettato senza esitazione. Questa canzone simbolizza cio’ che Perpignan deve essere: la città di tutti».

«Quando ci sono stato nel 1993, mi sono fatto dare le chiavi. Fu allora che scoprii un luogo incredibile ma in stato di abbandono con una navata magnifica e un olivo che era spuntato fra i gargoils. L’abbiamo rinnovato per farne oggi un luogo di scambio di culture differenti. Sfortunatamente, l’olivo non ha resistito e non abbiamo potuto ripiantarlo».

Summit agitato
Nel 2001, Perpignan ha ospitato un summit franco-spagnolo piuttosto agitato. Dalla parte iberica José Maria Aznar, l’allora Primo ministro, era l’unico comandante a bordo ma dalla parte della Francia c’era Jacques Chirac e Lionel Jospin, duo indivisibile. Ora, prima della conferenza finale, i due leader cominciarono a discutere su chi dovesse prender prima la parola e si appartarono in un ufficio.
L’Ovale diventa rotondo

Campione di Francia a XV quest’anno, Perpignan è lunico caso di di squadra da XIII, la sola francese ad emergere nella League inglese. Ognuna si guarda in cagnesco e ha il proprio stadio. All’inizio, fatto poco conosciuto, le due squadre di rugby si allenavano all’Aimé-Giral. Inizialmente i XIII, prima che i XV facessero tracciare un campo…a senso contrario. Perpignan ha anche battuto un record per Dan Carter, il suo giocatore neozelandese il cui stipendio mensile ammontava a 100000 di euro. Altra vincita, il trofeo Brennus che è ritornato al Castillet. «Qui lo chiamiamo «planxot», passa di paese in paese e di mano in mano.

Speriamo di non perderlo. La cosa migliore è diventare il nuovi campioni l’anno prossimo».

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